Curiosità

Il consumo di zafferano ha costituito per molti secoli una delle spinte più forti a scambi e commerci con l’oriente. Nell’antichità i Fenici trassero da esso grossi guadagni, visto che godettero per lungo tempo di una sorta di monopolio riguardo questo prodotto. In epoca medievale il commercio dello zafferano costituiva una voce così importante tra le importazioni della Repubblica veneziana, che fu aperto un ufficio apposito addetto esclusivamente all’acquisto della spezia: a Verona, invece, s’imponevano dazi davvero esorbitanti. Alla fine del Trecento la spezia cominciò a essere coltivata in Europa, mitigando la sua caratterizzazione esotica.

 

Lo zafferano era conosciuto fin da tempi remoti, ed era molto amato dagli antichi egizi, che lo usavano per tingere tessuti, per produrre unguenti e profumi, e come aromatizzanti per i cibi. Citata da Omero nell’Iliade, godeva di grande popolarità presso i greci, secondo i quali i fiori di zafferano (insieme con il loto e il giacinto) servivano da giaciglio a Zeus, re dell’Olimpo. Dioscoride citava invece con una certa precisione le proprietà salutari di questa droga, mettendo in guardia contro le eventuali adulterazioni. Con lo zafferano si produceva anche un fumoso unguento, chiamato “crocomagna”, che si riteneva efficace per una serie di disturbi.

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